domenica 4 settembre 2011

Chili con carne, fajitas e mooolto peperoncino!






Cena messicana dalla Pessima Cuoca!
Con in sottofondo "ondalatina", ho dedicato il pomeriggio a preparae questi piatti speziati e piccanti per passare una bella serata insieme a una coppia di cari amici.





Ecco il menù:
Nachos Tipicos
Chili con carne
Fajitas Mixtas (manzo e pollo)
Biscochitos con crema all'arancia (preparati da Vera e Luca)


Il tutto annaffiato da un litro di Margarita (preparato da mio marito), da un litro e mezzo di Sangria e dal caffé messicano (entrambi preparati da Vera e Luca)

E' stata una serata meravigliosa!
Qui sotto vi riporto le ricette.


Nachos tipicos, facili facili, veloci veloci.
 




Niente di più semplice. Ho usato 2 sacchetti di nachos (da 150 gr l'uno) della Uncol Ben's e li ho distribuiti su un paio di piatti tondi. Poi ho tagliato a tocchetti un galbanino e l'ho fuso al microonde. Ho versato il formggio sulle nachos e ho infornato a 180°C per 5 minuti, giusto il tempo per farli scaldare bene. Poi ho aggiunto dei peperoncini verdi jalapenos molto piccanti! In alternativa si può usare del peperoncino in polvere.








Chili con carne: preparazione semplice, ma un po' lunga.







Ho iniziato preparando un brodo di dado di circa 1 litro. 
Ho sminuzzato una cipolla e l'ho fatta imbiondire in pentola con 2 cucchiai di olio extravergine. Dopo qualche minuto, ho aggiunto 2 spicchi d'aglio schiacciati, un cucciaino di peperoncino in polvere (Tec-Al) e due cucchiaini di cumino. Un paio di minuti per lasciar insaporire e poi ho unito 800 gr di carne trita per ragù facendola rosolare bene e rompendo i grumi con una forchetta.
Poi ho aggiunto una lattina da 400 gr di pomodori pelati schiacciati, 2 cucchiaini di zucchero, un cucchiaino di origano essicato e un paio di mestoli di brodo.
Ho fatto cuocere per un ora girando di tanto in tanto e aggiungendo il brodo quando la carne tendeva ad asciugare troppo.
Dopodiché ho aggiunto 2 cucchiai di concentrato di pomodoro, una lattina da 400 gr di fagioli rossi messicani (Uncle Ben's) e ho regolato di sale e pepe (Tec-Al)







Per le fajitas bisogna prepararsi con un giorno di anticipo.









La sera prima, ho messo a marinare 500 gr di girello di manzo e 500 gr di filetti di pollo in 185 ml di olio extravergine, 3 spicchi d'aglio tritati, 3 peperoncini piccanti tritati, 2 cucchiai di tequila, 2 cucchiai di succo di lime.

Il giorno dopo, ho scolato la carne dalla marinata e l'ho tagliata a striscioline. Poi ho fatto a striscioline anche 1 peperone rosso e 1 giallo e ho affettato una cipolla.
Ho rosolato le verdure cun un goccio d'olio e dopo qualche minuto ho aggiunto la carne.
Ho servito le fajitas sulle tortillas calde della Uncle Ben's, accompagnate da guacamole, salsa piccante rossa (casa fiesta) e yogurt greco (Fage)










I colori e i profumi del cibo messicano mettono energia e allegria anche in una serata di pioggia!





giovedì 1 settembre 2011

Il mio libro è in stampa!!!







Non sto più nella pelle, mi manca il fiato e non vedevo l'ora di dirvelo: 

il mio libro è in stampa! 


Non è più solo un sogno, un desiderio irrealizzato, un sospiro con mano sul mento e gomito sul davanzale della finestra guardando le stelle; è R E A L E! Tra qualche giorno, il mio romanzo sarà un libro vero, con la copertina, le pagine da sfogliare leccandosi la punta dei polpastrelli, il codice ISBN e il prezzo.
L'emozione è indescrivibile: la mia Lisa Barni ormai andrà per la sua strada e (spero) conquisterà la simpatia dei suoi lettori.

Posso dire che mi sento estremamente felice e soddisfatta?

Mentre mi crogliolo in questo momento di autentica gioia, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare le persone che hanno già ordinato il libro sul sito IBS.
Quando l'editore me lo ha comunicato, sono quasi caduta dalla sedia: qualcuno ha già comprato il mio libro!!!

Chiunque voi siate grazie di cuore!
Ora vi saluto, presto comunicherò la data della mia prima presentazione.

Amici vicini e lontani: siete tutti invitati!!!





mercoledì 31 agosto 2011

Tonno all'acqua pazza e spezie Tec-Al








Buonasera a tutti! Oggi, per festaggiare l'arrivo dei prodotti dalla Tec-Al ho deciso di riproporre una ricetta che ho postato tempo fa su facebook: il tonno all'acqua pazza ai profumi mediterranei.
Prima di iniziare, ecco quello che ho ricevuto oggi!





  • Peperoncino in polvere
  • Pepe nero in polvere
  • Pepe bianco in polvere
  • Sale dei papi
  • Sale australiano Murray River
Be', non potevo certo lasciarli lì chiusi e abbandonati!


Cominciamo dunque!


Ingredienti per due persone:

2 bistecche di tonno fresco da 200 gr circa l'uno
una decina di pomodorni ciliegia
una manciata di olive nere snocciolate sott'olio
un cucchiaino di capperi
uno spicchio d'aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
mezzo bicchiere di vino bianco
peperoncino (Tec-Al)



Metto a scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio e il peperoncino. 

Intanto lavo i pomodorini e li taglio in pezzi. Quando l'olio è caldo aggiungo i pomodorini e li lascio appassire mentre riduco il tonno a tocchetti.


 

Metto lo spezzatino di tonno in padella e aggiungo un po' di sale. 


Siccome il tonno cuoce in fretta, mi do una mossa e sfumo il tutto col vino.
Un minutino e aggiungo capperi e olive. Do una regolata di sale, ci metto un paio di foglie di basilico spezzettate e impiatto!


Solare, sano e gustoso questo piattino!




Intanto che ci siamo, dedico un po' di spazio al sale australiano Murray River. Si tratta di un salgemma estratto dall'evaporazione delle acque saline del più importante fiume australiano: il Murray-Darlign che si carica di sali minerali durante il suo percorso a valle. Il Sale Rosa Australiano Murray River ha colore rosa albicocca, dovuto al carotene di alcune alghe presenti nei bacini di evaporazione, di consistenza imepalpabili, sapore unico e molto delicato. Perfetto per completare pietanze di qualsiasi tipo e preparazione. Si può utilizzare anche per guarnire piatti di alta cucina, è il sale più usato dagli chef!







martedì 30 agosto 2011

Nuove collaborazioni per la Pessima Cuoca!


Oggi sono molto felice!

Ho stretto delle collaborazioni con alcune aziende delle quali vi riporto i loghi:








 













Queste società (tra l'altro i referenti sono persone disponibilissime e molto cortesi) mi offrono la possibilità di provare i loro prodotti. 


 Che cosa può volere di più la vostra Pessima Cuoca? 


Proverò stampi in silicone, sali e spezie, aromi (mi arriverà l'aroma alla rosa che ho cercato per mari e monti invano!)  formaggi e farine!
Posterò tutto quello che cucinerò con i loro prodotti e vi dirò cosa ne penso.

Si prospetta un Autunno-Inverno ricco di novità e di cose buone!

Bacioni a tutti!


lunedì 29 agosto 2011

Shortbread o semplicemente biscotti al burro! (Con scaglie di cioccolato)





Queste meraviglie di croccantezza  friabilità, le ho trovate su un libro comprato recentemente che si intitola semplicemente: cioccolato. 

In realtà non si tratta di veri e propri "Shortbread", ma gli assomigliano molto.

Gli Shortbread originali scozzesi, sono biscotti realizzati con la farina d'avena mntre in questi c'è la normalissima farina di grano tipo 00. Credo che il libro utilizzi quel nome per far riferimento proprio alla friabilità di questi biscotti (short è l'antica traduzione di friabile).

Se volete saperne di più potete consultare Wikipedia esattamente qui. Noi intanto passiamo alla ricetta.

Dosi per circa 16 biscotti:

115 gr di burro
115 gr di farina
55 gr di maizena
55 gr di zucchero
40 gr di gocce (o scaglie) di cioccolato fondente

In una grande ciotola setacciate farina e maizena. Aggiungete burro a dadini e zucchero e lavorate fino ad ottenere un impasto granuloso. Unire il cioccolato.






In pratica la ricetta è finita. Ora dovrete solo decidere dove cuocerli; in una teglia quadrata o rettangolare per poi tagliarli a tocchetti, oppure in uno stampo tipo per muffins. 
Io, durante le mie minuziose ricerche, ne ho scovato uno con le cavità poco profonde apposta per i biscotti e me ne sono servita per cuocere gli shortbread per 15 minuti circa a 180°C.




Sono perfetti in ogni momento.

Per colazione, con un bel caffelatte.
A merenda, accompagnati da una tazza di te.
Dopo cena, con un bicchierino di passito!










giovedì 25 agosto 2011

Crumble alle prugne


Per contrastare il caldo di questi giorni, secondo voi cosa ho fatto???
Ma ho acceso il forno no!!!

Non sono diventata masochista tutto in un colpo, ma ho trovato questo Crumble di prugne su una rivista e non ho resistito.
Si tratta di un dolcetto talmente semplice e veloce che vale la pena tentare. 
Il tempo di prepararlo e il forno è caldo; 15 minuti di cottura ed è fatta!

Per gli ingredienti e il procedimento, vi invito a visionare la ricetta nel forum di Cookround, esattamente qui.

Ora però vorrei spendere una parola per le cuoche ancora un pochino inesperte o a chi si accosta alla cucina da pochissimo tempo.
Non fatevi assolutamente frenare dalle ricette straniere!  Spesso, infatti, dietro a nomi di cui ignoriamo completamente la traduzione, si nascondono preparazioni semplici e che ci potranno dare un sacco di soddisfazioni.

E' proprio questo il caso del Crumble (a proposito, si pronuncia "crambol").
Se guardate sul dizionario, scoprirete che il verbo to crumble, in Inglese significa sgretolare- sbriciolare.
Ecco svelato il mistero! Il Crumble, altro non è che una sorta di sbriciolato di burro, zucchero e farina a cui si aggiunge della frutta secca a piacere. Questo impasto asciutto e sabbioso, si versa a cucchiaiate su un letto di frutta sbucciata, tagliata a pezzetti e spolverizzata di zucchero.
La cottura, come dicevo prima è di soli 15 o 20 minuti e poi il dolce è pronto. L'unica insidia può essere quella di lasciarlo bruciare, ma basta non eccedere coi tempi di cottura e avrete tra le mani un dolce perfetto realizzabile anche con quelle pesche che stanno avvizzendo in frigo e che nessuno fila da giorni...
Farete  un figurone, questo è assicurato! Se poi direte che il dolce è di ispirazione British, i vostri ospiti ne rimarranno molto colpiti e nessuno potrà più dirvi che siete delle pessime cuoche!

A proposito: anche Lisa, la protagonista del mio libro, prepara un Crumble e vi posso garantire che se ci è riuscita lei, per voi sarà una passeggiata!!!



mercoledì 24 agosto 2011

Liquore alle amarene o Liquore della lunga attesa





Questa ricetta parla di lunghe attese e di santa pazienza. 
E' una di quelle preparazioi di cui ci si deve dimenticare per 3 lunghi anni.
Che se poi vogliamo proprio parlarne, non è che 3 anni siano così tano lunghi.
Scusate ma questo per me è un argomento un po' spinoso di quelli che, quando attacco a parlarne, divento nostalgica ai limiti della noia.
Però pensateci, il liquore alle amarene, una volta pronto, avrà vissuto con voi un pezzettino della vostra storia perché, se è vero che il tempo fugge via velocemente, è altrettanto vero che in 3 anni di cose ne possono accadere parecchie.


Ma veniamo a noi e alla ricetta di oggi con 2 premesse:


  1. Ho iniziato l'infusione di questo liquore a Luglio 2009, perciò sarà pronto soltanto a Luglio 2012. Perciò, ora come ora non posso garantire nulla! 
  2. La ricetta l'ho trovata su un libro meraviglioso: Cinque quarti d'arancia di Joanne Harris. Siccome non sono specificate le dosi, ho seguito anch'io l'istintivo procedimento che mette in opera Framboise Dartigen, la protagonista della storia.

Vi riporto il procedimento, tratto direttamente dal testo:
Il segreto è lsciarci i noccioli. Porre strati di amarene e zucchero uno sull'altro in un vaso di vetro dall'imboccatura larga, e ricoprire a poco a poco ogni strato con il liquore trasparente (il migliore è il kirsch, ma potete usare la vodka o perfino l'armagnac) fino a metà della capacità del vaso. Rabboccare con alcol e aspettare. Ogni mese girare accuratamente il vaso così da disperdere tutto lo zucchero accumulato. Nel giro di tre anni l'alcol ha dissanguato le amarene, e si è macchiato di rosso cupo, penetrando perfino nel nocciolo e nella piccola mandorla nel suo interno, facendosi pungente, evocativo, il profumo di un autunno passato. Servitelo in bicchierini da liquore, con un cucchiaio per tirar fuori l'amarena, e lasciatelo in bocca finché il frutto macerato si dissolve sotto la lingua. Bucate il nocciolo con la punta di un dente per liberare il liquore che si è fermato all'interno e tenetelo in bocca a lungo, giocandoci con la punta della lingua, facendolo rotolare sotto, sopra, come un grano del rosario. Provate a rievocare il momento della sua maturazione, quell'estate, quell'autunno caldo, quella volta in cui il pozzo si prosciugò, la volta in cui ci furono i nidi di vespe, tempi andati, perduti, ritrovati di nuovo in quel punto duro del cuore del frutto...

Come sarà bere questo liquore? Evocativo, come suggerisce l'autrice? 
Io lo spero e se sarà picevole da bere, ne metterò ancora a macerare. 
Altri 3 anni, altre storie, un'altro pezzo di vita.



Ecco il vaso del liquore affiancato dal "mio" Armagnac


Dopo 2 anni d'infusione, le amarene hanno già ceduto quasi tutto il colore